L’edizione del 13 settembre 2026 conteneva 8 note. Queste 3 sono riprodotte per intero: una per mercato, senza togliere nulla.
Tradotto dall’originale spagnolo; ogni importo, data e numero di fascicolo è quello pubblicato dall’autorità. Il mercato in testa a ogni nota è quello dell’operazione; il registro che l’ha pubblicata può essere quello di un altro paese, ed è indicato nelle fonti.
Ogni nota segue gli stessi sei passi
01
Fatto
02
Fonte
03
Data
04
Conferma
05
Interpretazione
06
Implicazione per il capitale
I fatti di questa edizione, uno per uno, con data e fonte. Tre sono riprodotti per intero qui sopra.
Uruguay · Capitale in entrata · Confermato
Capitale brasiliano del lusso prende il maggiore attivo alberghiero e da casinò di Punta del Este: JHSF compra Baluma ed Enjoy esce dalla località
LA CIFRA
USD 160 milioni per il 100% delle azioni di Baluma S.A.; l'hotel passa a operare con il marchio Fasano e il compratore ha annunciato un centro commerciale di circa 50 negozi e ristoranti nella prima fase
CHI SONO E PERCHÉ ORA
JHSF Participações è uno sviluppatore immobiliare brasiliano di lusso, con sede a São Paulo, proprietario dell'alberghiera Fasano e del complesso Cidade Jardim. Baluma S.A. è la società uruguayana proprietaria e gestore dell'Enjoy Punta del Este Resort & Casino, il più grande hotel-casinò della località, aperto nel 1997 con il marchio Conrad. La venditrice, Inversiones Enjoy SpA, appartiene a Enjoy S.A., il secondo operatore di casinò del Cile, passato per una riorganizzazione giudiziale. Perché ora: Enjoy ha tentato di fondersi con Dreams, la sua principale concorrente cilena, e l'operazione è morta nel 2023 dopo che la Fiscalía Nacional Económica l'ha portata in seconda fase. Da allora Enjoy vende, e Punta del Este era il suo attivo fuori dal Cile.
IL FATTO
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze dell'Uruguay, con Delibera n. 66/026 del 3 agosto 2026, ha autorizzato in prima fase e senza condizioni l'acquisizione del controllo esclusivo di BALUMA S.A. da parte di JHSF PENÍNSULA. L'operazione trascina il controllo indiretto di BALUMA CAMBIO S.A., la casa di cambio interamente controllata da Baluma. La delibera chiarisce che l'autorizzazione non sostituisce gli adempimenti davanti ad altre autorità competenti, fra cui la Banca Centrale dell'Uruguay per il cambio indiretto di controllo della casa di cambio.
COSA SIGNIFICA
Il compratore non è un operatore di casinò ma uno sviluppatore di lusso, e questo cambia che cosa si sta vendendo: non una licenza di gioco con un hotel accanto, ma un terreno e un marchio di destinazione che verranno riconvertiti in retail, ristorazione e residenze. Dal lato venditore non è un disinvestimento isolato: è l'operatore cileno che esce dall'unico attivo che aveva fuori dal proprio mercato dopo che la sua fusione domestica è fallita davanti al regolatore.
IMPLICAZIONE PER IL CAPITALE
Punta del Este ha appena fissato un comparabile di USD 160 milioni per il suo attivo più visibile, con un compratore che dichiara che alzerà il segmento. Per chi ha un hotel, un locale o un ristorante nella località nella fascia USD 10-50 milioni cambiano insieme il comparabile e la controparte: il vicino non è più un operatore di casinò che amministra un attivo maturo ma un gruppo che investirà per catturare rendita alta. Per chi ha capitale, la domanda è che cosa molla ancora Enjoy e in che ordine, perché la vendita di Punta del Este dice che la cassa conta più della presenza regionale.
Molinos compra l'operazione di NotCo in Argentina e Uruguay: l'incumbent si prende il business di consumo dell'unicorno cileno
LA CIFRA
100% del capitale azionario di NotCo Argentina più i marchi in due paesi, fra cui NotMilk, NotMayo e NotBurger; l'operazione è stata annunciata il 10 giugno 2026 e il prezzo non è pubblico
CHI SONO E PERCHÉ ORA
Molinos Río de la Plata è la maggiore azienda alimentare dell'Argentina, controllata dalla famiglia Pérez Companc, con oli, pasta, riso, vini e pizze surgelate. The Not Company — NotCo — è una foodtech cilena fondata nel 2015, uno dei pochi unicorni della regione, nota per NotMilk, NotMayo e NotBurger, marchi di sostituti vegetali costruiti su una piattaforma propria di intelligenza artificiale. La Commissione di Promozione e Difesa della Concorrenza è l'organismo uruguayano che controlla le concentrazioni. Perché ora: NotCo non sta chiudendo, sta cambiando business. Vendendo le sue operazioni di consumo in due paesi accelera la sua svolta verso la licenza di tecnologia a terzi, e dall'altra parte l'incumbent argentino entra di colpo nella categoria vegetale con il marchio leader già fatto.
IL FATTO
Con Delibera n. 85/026 del 17 luglio 2026, il Ministero dell'Economia e delle Finanze dell'Uruguay si è pronunciato sull'acquisizione da parte di Molinos Río de la Plata S.A. del 100% del capitale azionario di The Not Company S.A.S. — NotCo Argentina — e dei suoi marchi in Argentina e Uruguay, venduti da The Not Company SpA. La Commissione ha qualificato l'operazione come concentrazione di conglomerato, senza sovrapposizioni orizzontali né relazioni verticali in Uruguay, e ha concluso che non richiede la presentazione di domanda di autorizzazione perché la parte venditrice non raggiunge la soglia individuale di fatturato dell'articolo 7 della Legge n. 18.159. Le parti devono comunicare la consumazione entro dieci giorni lavorativi.
COSA SIGNIFICA
Il dato che il regolatore uruguayano lascia per iscritto è informativo quanto l'operazione: la venditrice non arrivava alla soglia individuale di fatturato, che è la misura pubblica di quanto fosse piccolo il business di consumo trasferito. Letto insieme alla svolta dichiarata di NotCo verso la licenza della sua piattaforma, il movimento non è un unicorno che vende bene ma un unicorno che esce dal business dello scaffale per tornare a essere un'azienda di tecnologia.
IMPLICAZIONE PER IL CAPITALE
Per chi ha un marchio di consumo regionale costruito su una categoria nuova, questo caso fissa chi è il compratore naturale: non un altro fondo di venture, ma l'incumbent alimentare che vuole la categoria già fatta. Per chi ha capitale, segna il prezzo d'ingresso a una verticale vegetale in Argentina e apre la domanda su quali altri marchi della regione abbiano raggiunto il tetto della distribuzione propria e abbiano bisogno dello scaffale di un grande.
Super Box assorbe Los Jardines e Aho Aho senza rimedi: il retail alimentare paraguaiano si concentra senza obiezioni
LA CIFRA
356 giorni fra la prima e l'ultima delibera pubblicata del fascicolo CC n. 86: quattro volte la mediana di 89 giorni dei fascicoli chiusi e il secondo più lungo dei 49 del registro, su un acquisto effettivo dal 1 aprile 2025
CHI SONO E PERCHÉ ORA
Super Box S.A. gestisce la catena all'ingrosso Box in Paraguay. Todo Carne S.A. e Grupo 70 S.A. sono le ragioni sociali dietro i supermercati Los Jardines e Aho Aho: Todo Carne è nata nel 1994 come macelleria ed è diventata supermercato, ed entrambe le catene hanno più di trent'anni nel settore. L'acquisto è diventato effettivo il 1 aprile 2025 e i tre marchi continuano a operare separatamente. La CONACOM ha autorizzato la concentrazione senza condizioni, ma in un fascicolo distinto ha sanzionato sei imprese del settore per non aver collaborato con l'analisi — un'infrazione di procedura, non un'obiezione all'acquisto. Perché ora: il retail alimentare paraguaiano si sta concentrando e questo caso fissa il precedente che il regolatore lo ammette senza rimedi.
IL FATTO
Il Consiglio della Commissione Nazionale della Concorrenza (CONACOM) ha emesso la Delibera D/AL n. 04/2026, con cui ha autorizzato senza condizioni l'operazione di concentrazione iscritta come Fascicolo CC n. 86: “Super BOX S.A. Y TODO CARNE S.A. Y GRUPO 70 S.A. s/ Notificación de Operación de Concentración”. Nella delibera si è concluso che l'operazione è compatibile con le disposizioni della Legge di Difesa della Concorrenza e quindi non comporterà in modo evidente un ostacolo significativo alla concorrenza effettiva negli stessi, non creandosi né rafforzandosi alcuna posizione dominante.
COSA SIGNIFICA
Quello che informa qui non è il risultato ma la sequenza: le parti hanno chiuso e operato per più di sedici mesi prima che il regolatore si pronunciasse, la CONACOM ha percorso il secondo fascicolo più lungo del suo registro e ha dovuto sanzionare sei imprese del settore perché collaborassero, e alla fine ha autorizzato senza una sola condizione. Il modello che lascia è quello di un organismo che esamina a lungo ma non condiziona: il tempo se ne va a raccogliere informazione, non a negoziare rimedi.
IMPLICAZIONE PER IL CAPITALE
Per chi ha una catena di supermercati o un grossista di carne in Paraguay, il compratore naturale non è più un fondo né uno straniero ma il consolidatore che è già dentro la categoria, e il rischio di vendere a un concorrente diretto è minore di quanto suggerisca la durata del fascicolo: tre catene dello stesso settore si sono integrate senza un solo rimedio. Per chi ha capitale, quello che resta fissato è la sequenza — acquisto effettivo più di sedici mesi prima della delibera, fascicolo chiuso senza condizioni — e con essa la domanda al tavolo: se il prezzo si condiziona alla pronuncia della CONACOM o si assume il rischio. E per il terzo che finisce dentro il fascicolo di un altro, collaborare con il regolatore ha appena avuto un prezzo: sei imprese del settore sono state sanzionate, in un altro fascicolo, per violazione del dovere di collaborazione.
Il suo comparabile è già scritto. La domanda è chi lo legge per primo.
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